Tenuta Sant’Anna Prosecco millesimato Brut DOC: la degustazione

Tenuta Sant’Anna è una delle realtà che compongono Genagricola, il braccio fondiario del colosso assicurativo Generali di Trieste: complessivamente 13mila ettari coltivati in 25 aziende agricole in tutta Italia (“soltanto” 900 a vigneto per 4 milioni di bottiglie prodotte, il resto è destinato a seminativi, grano duro e barbabietole, ad allevamento ed alla produzione d’energia), una realtà fondata ancor prima dell’Unità d’Italia a Cà Corniani, sulla gronda lagunare nei pressi di Caorle (Ve). Sant’Anna – acquisita nel 1994 – rappresenta 140 ettari a vigneto nella Lison Pramaggiore DOC che sono ammessi alla coltivazione del Prosecco. Il terreno fa parte dello “stato de tera” della Serenissima di cui era granaio e vigneto sin dal Medioevo. Il terreno è argilloso ed il clima, essendo a pochissimi chilometri in linea d’aria dall’Alto Adriatico, viene mitigato nelle asprezze invernali e nel torrido dell’estate dal costante gioco delle brezze.

Questo Prosecco Doc è un 2016 è uno charmat lungo – sei mesi di autoclave – : tempo raro nella produzione dei Prosecco dove, generalmente, si tende ad avere la nuova annata pronta sin dalla primavera dell’anno successivo. Questa ulteriore attenzione si tramuta in uno spumante molto brillante e ricco: profumi intensi di fiori d’acacia, gelsomino, pesca bianca e mela Golden. Il palato ha una bella sapidità complessiva, una spalla acida che conferisce una freschezza invitante, ed è caratterizzato da note di frutta, mela e nuovamente pesca, con sensazioni più aggrumate sul finale. Nel complesso molto invitante alla beva.  Mai stucchevole grazie all’apporto più contenuto di zuccheri. Appagante.

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