Nella vulgata corrente il Satèn rappresenterebbe quel Franciacorta “piacione” che mira al pubblico femminile, magari meno preparato, più facile a cedere a dolcezza e cremosità. Non un “plus” insomma, ma una serie di “minus” per i puristi, o almeno per quanti si credono tali. A questi, o meglio, a quanti cercano una riprova o una smentita, Euposia suggerisce di degustare questo sontuoso, e superbo a ragion veduta, Satén Riserva 2008 che Guido Berlucchi, la maison di Borgonato guidata oggi dai figli di Franco Ziliani, pone al suo vertice qualitativo: la collezione Palazzo Lana. Le uve sono esclusivamente Chardonnay, provenienti dalle tre vigne di proprietà, allevate ad alta densità d’impianti, di Borgonato: Arzelle, Mancapane e Castello. Sono 90 quintali per ettaro, soltanto un terzo come resa in mosto, per 3.600 bottiglie a ettaro. Pressatura soffice dei grappoli, fermentazione in parte in acciaio e in parte in barrique di rovere per sei mesi. A primavera si assembla la cuvée, si imbottiglia e poi per sette anni si lasciano lavorare i lieviti per la seconda fermentazione.
Il millesimo degustato – brut come zuccheraggio – è il 2008. Una buona annata, partita con una primavera fredda e poco soleggiata, che si è evoluta nel corso dell’anno portando a prodotti di ottima qualità in diverse aree della Franciacorta. A nove anni dalla vendemmia questo vino si presenta ancora estremamente fresco e vitale, con al naso note immediate di fiori bianchi, frutta a pasta gialla, crema pasticceria ed un gradevole sentore di tostatura. Il palato è di struttura, ampio, potente, molto coerente al naso, con note più ammandorlate e di vaniglia sul finale, supportate da una nota di cedro candito. Cremoso, molto vitale e persistente. Di beva piacevolissima, molto invitante.