Prima di diventare zona ambita per il Prosecco DOCG, il Montello era storicamente terra di vini rossi: autoctoni sino all’arrivo di Napoleone Bonaparte; bordolesi subito dopo. Le distruzioni della Prima Guerra Mondiale e l’abbandono a favore dell’industrializzazione del fondovalle hanno messo in secondo piano questa specializzazione produttiva che ora, però, torna a farsi spazio. Un esempio è il taglio bordolese di Montevini: Zuitèr Rosso Montello DOCG. E’ ottenuto da uve Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il nome del vino prende origine dalla “zuita”, in dialetto veneto la civetta, che popola le “terre rosse”, ricche di ferro e argilla, e che dà il nome ai terreni della famiglia Serena a Venegazzù. Il vino ancora giovane e ricco in tannini necessita di un lieve affinamento in barrique (la sosta si prolunga per 12 mesi) per raggiungere l’obiettivo di un delicato equilibrio organolettico. La fermentazione malolattica avviene spontaneamente nel periodo successivo alla fermentazione alcolica. La provenienza dell’essenze del rovere impiegato per accompagnare la maturazione del vino sono scelte a seconda delle annate, utilizzando a discrezione dell’enologo legni di primo o secondo passaggio. Nel bicchiere è d’un rosso rubino fitto con riflessi granati. Olfatto intenso e persistente con chiare note di piccoli frutti neri; emergono poi in progressione note di spezie dolci e balsamiche. Morbido e armonico, delineato da un tannino integro e strutturato. Finale ampio e avvolgente, di notevole lunghezza, dove ritorna la speziatura balsamica, con note di liquirizia e cacao.

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