Torna con l’edizione numero tredici “Trentodoc Bollicine sulla Città”, storica manifestazione che animerà il capoluogo trentino per 3 settimane, dal 16 Novembre al 10 Dicembre.
L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Trento Doc e dalla Camera di Commercio I.A.A., con il prezioso supporto della Provincia autonoma di Trento, nasce per offrire ad appassionati e operatori del settore momenti diffusi di degustazione delle bollicine di montagna. Come sempre, fulcro della manifestazione sarà Palazzo Roccabruna – Enoteca provinciale del Trentino: per tutta la durata della kermesse, degustazioni libere e guidate, seminari e approfondimenti, e la cucina in abbinamento ai menù di montagna.
Con “Trentodoc Bollicine sulla Città” tutto il territorio si trasformerà in un’enoteca a cielo aperto: con “Trentodoc in Cantina”, dal 21 novembre all’11 dicembre, momento unico per scoprire il metodo classico trentino là dove nasce, grazie alle aperture ed intriganti iniziative organizzate dalle case spumantistiche. E con “Happy Trentodoc”, dal 18 novembre, promosso e seguito dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che coinvolge moltissimi locali del centro storico.
Per gli addetti ai lavori, la giornata da segnare in calendario è quella di sabato 18 novembre: il MUSE – il Museo delle Scienze, che diventerà il palcoscenico per una degustazione in compagnia di 47 delle case spumantistiche aderenti all’Istituto Trento Doc, con 130 etichette in mescita.
Sul sito www.trentodoc.com il calendario completo degli eventi.
Trentodoc, bollicine di montagna La sua storia iniziò nei primi anni del ‘900 con Giulio Ferrari, studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, che dopo numerosi viaggi-studio in Francia, di rientro a Trento e per primo, nel cuore della città, diede il via alla sua produzione di metodo classico: piccola, ma di elevata qualità. Da allora molti lo seguirono, fino al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Trento” nel 1993, come prima in Italia riservata a un metodo classico, fra le prime al mondo. Trentodoc oggi unisce 48 produttori, è una realtà in costante crescita e ogni casa spumantistica persegue la sua personale filosofia, conferendo a questo metodo classico sfumature diverse, adatte a ogni gusto, occasione e abbinamento. Con un unico comun denominatore: la qualità. Le viti adatte a diventare Trentodoc, prevalentemente coltivate a pergola trentina, crescono ad altitudini comprese tra i 200 e gli 800 metri, con un clima caratterizzato da notevoli escursioni termiche fra giorno e notte; viti e uva che una volta diventate vino, gli conferiscono come tratti distintivi eleganza, freschezza e persistenza. Trentodoc può anche fregiarsi oggi di una “carta di identità” che certifica la sua origine e il suo legame con il territorio, frutto di una ricerca della Fondazione Mach di San Michele all’Adige, in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. La qualità di Trentodoc “Bollicine di montagna” è affidata al disciplinare di produzione, che fissa rigidi canoni e controlli lungo tutta la filiera. Le uve dalle quali si ottiene sono Chardonnay, il cui vitigno è uno dei più coltivati in provincia (circa 26% della superficie vitata), Pinot nero, il Pinot bianco e Pinot meunier. La vendemmia è svolta manualmente e il “vino base” è affidato a una lenta maturazione in bottiglia, che varia da un minimo di 15 mesi a un minimo di 36 per la riserva ma arriva fino a 10 anni sui lieviti per i Trentodoc più raffinati ed evoluti.

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