Controsorpasso dell’Italia ai danni della Francia negli Stati Uniti. Secondo le elaborazioni Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale, nel primo bimestre 2018 il vino del Belpaese è infatti cresciuto in valore del 3,8%, contro il +3,4% dei transalpini. Un testa a testa che vede ora primeggiare il prodotto made in Italy con 243 milioni di euro e la Francia al seguito con 227 milioni di euro. A determinare il controsorpasso, l’exploit dei soliti sparkling (+18,3%) a fronte del contemporaneo crollo dello champagne (-23,1%); sui fermi imbottigliati il trend italiano rimane stabile (+0,8%) mentre Parigi mette a segno un +16,6%, complici i rosé de Provence. Una performance – quella italiana – ancora più significativa se considerato il contesto non positivo della domanda statunitense nel primo bimestre, con le importazioni di vino che sono diminuite del 2,3%. Dietro ai 2 leader, secondo le rilevazioni, rincorsa per la Nuova Zelanda (+33,9%) che tuttavia rimane lontana con un valore di quasi 4 volte inferiore a quello del Belpaese. Male l’Australia (-23,3%) e la Spagna (-5,4%).

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