Cinquanta milioni di litri: è la quantità di birra made in Italy che viene classificata come artigianale. I microbirrifici nel nostro Paese hanno avuto un incremento del 310 per cento in dieci anni: erano 207 nel 2008, mentre l’anno scorso hanno toccato quota 849. Sono, per la maggior parte, nel Nord e nel Centro: la Lombardia conta 249 “botteghe”, sono 134 in Veneto, 127 in Piemonte, 111 in Emilia Romagna e 104 nel Lazio. A fondare queste mini-aziende sono, in particolare, gli under 35 così come i loro dipendenti (il 51 per cento impiega personale a tempo indeterminato). Secondo le stime, sono oltre 5 mila gli addetti diretti del settore a cui aggiungere 17 mila indiretti e 115 mila dell’indotto allargato. Oltre il 60 per cento ha un fatturato tra 100 e 800 mila euro.
Le birre artigianali hanno anche avuto il merito di incuriosire i bevitori classici e di avvicinarne di nuovi. Spesso si preferisce gustare la bevanda di Cerere a casa, dove si riscontrano il 58,8 per cento dei consumi totali. I consumatori sono sempre più attenti alla provenienza delle bottiglie, alla qualità del prodotto, alla storia dell’azienda o del laboratorio che la trasforma e la commercializza. Il mercato della birra in Italia, dunque, continua a crescere e non conosce crisi. Una cifra totale di circa 19 milioni di ettolitri l’anno, per un valore di oltre 32 miliardi di euro. I dati del 2017 sono incoraggianti e il trend dovrebbe proseguire anche per quest’anno.
La produzione nazionale supera i 14 milioni di ettolitri. Pur essendo molto ampio il ventaglio di proposte nel settore, i consumatori italiani scelgono sempre più birra “di casa”, prodotta nel nostro Paese. La conferma arriva dal calo delle importazioni, che scendono sotto quota 7 milioni di ettolitri (quasi il 4 per cento arriva dalla Germania, seguita dall’11 dei Paesi Bassi e del Belgio). Mentre parallelamente crescono le esportazioni, più di 2 milioni e mezzo di ettolitri. Solo cinque anni fa, nel 2013, eravamo sotto la quota di 1 milione 900 mila ettolitri di export totale.
In Italia, il mercato delle birre rappresenta più del 6 per cento dell’intero comparto delle bevande per quanto riguarda i volumi, il 16,3 per valore. L’Istat certifica che ogni italiano beve una media di 31,5 litri di birra all’anno, con i consumi che sono tornati ai livelli pre-crisi, al di sopra dei 28,9 registrati nel 2011. Il movimento della birra è, dunque, in continua e costante evoluzione.
A illustrare il comparto nel dettaglio è anche quest’anno Slow Food Editore con la Guida Birre d’Italia 2019 presentata oggi al ristorante Snodo, all’interno delle Ogr, a Torino. Un volume che racconta uno spaccato approfondito dell’intero settore che è sempre e da sempre in grande espansione: sono state selezionate 597 aziende e 2650 birre. I curatori Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni sono stati protagonisti della tavola rotonda Italia, lo Stato della birra, insieme a Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai, Daniele Toniutti, fondatore di 1001birre.it, Stefano Cappelli di Bilivin e Michael Opalenski di B. United International, giunto dagli Usa per l’occasione.

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