Dai vigneti pugliesi della veronese famiglia Tommasi, leader nell’Amarone, una affascinante interpretazione di un esponente di primo piano della viticoltura del mitico Salento, in provincia di Taranto.  Il vitigno e’ 100% Primitivo di Manduria. Siamo a pochi chilometri da quella Taranto Magna antica capitale della Magna Grecia, che ci riporta alla bellezza del nostro sfaccettato Paese, dove ogni città è come una capitale di stato. Tra le caratteristiche principali del Primitivo, innanzitutto, va citata la grande quantità di zucchero contenuta negli acini – sferici e di dimensioni medie, dalla buccia di colore bluastro e ricca di pruina – che di conseguenza potranno produrre vini con un titolo alcolometrico elevato, peculiarità abbinata a un rilevante contenuto di antociani nelle bucce, sostanze che conferiscono colore.
Un vero  rosso importante, avvolgente; in bocca le note olfattive si confermano esaltate dalla freschezza aromatica dei frutti rossi. Dopo una fermentazione controllata in acciaio, seguivano 15 mesi di maturazione in botte di rovere e 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso-intenso, con note di prugna, mora e lampone. Al naso ha note speziate di caffè, pepe e cioccolato. Il palato è fine, piacevole ed elegante, di buona intensità persistente e con tannini vellutati. Da basse rese per ettaro, grado alcolico 15%, il top del top per le riserve, prodotto in soli 15.000 esemplari. Da gustare .
Un vino che è il risultato anche del clima particolare della penisola salentina. Protesa nel mare, è caratterizzata da un clima più umido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza dell’Appennino riduce l’apporto di umidità dei venti. L’umidità non si traduce in precipitazioni, comunque più cospicue rispetto alla Puglia settentrionale, soprattutto nell’area orientale e adriatica, rispetto a quella occidentale ionica più secca; tuttavia determina una più netta alterazione della temperatura percepita. Le stagioni estive, sono particolarmente afose ma spesso ventilate, mentre le stagioni invernali sono prevalentemente miti, ma non di rado si può assistere a giornate molto fredde o persino gelide, specie in presenza di vento da nord-est proveniente dai vicini Balcani.
Dall’anno di fondazione 1902, l’azienda Tommasi è cresciuta nel corso dei decenni. Con l’ingresso della quarta generazione, dal 1997, che quindi è al timone da 21 anni, la famiglia ha dato inizio al progetto Tommasi Family Estates con investimenti nelle zone vinicole più vocate: Valpolicella Classica e Zone Doc di Verona, Oltrepò Pavese in Lombardia, Montalcino, Maremma Toscana, Manduria in Puglia e Paternoster in Basilicata. Ogni Tenuta ha la sua storia e la sua identità Il cuore della proprietà in Manduria è rappresentato da Masseria Surani risalente agli inizi del Novecento. Attorno, i vigneti si estendono a perdita d’occhio sotto un cielo terso, riscaldati dal calore del sole della Puglia. Con 55 ettari vitati a coltivazione biologica, dei quali 30 a Primitivo, la filosofia di Surani è quella di produrre grandi vini dai vitigni autoctoni della zona, in grado di esprimere e far conoscere l’enorme potenziale di uve come il Primitivo, il Negroamaro ed il Fiano, nel massimo rispetto delle risorse naturali e della biodiversità.

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