Solo cinque vini italiani a base Cabernet sauvignon sono stati premiato al recente Cabernet Masters organizzato a Chelsea da The Drink Business. Il Cabernet è il vitigno più diffuso al mondo. Da Bordeaux a Napa a Coonawarra, per molti produttori i blend a base Cabernet e i Cabernet in purezza sono il criterio contro cui si misurano alcuni dei più grandi vini del mondo. I produttori in luoghi lontani come Ningxia in Cina spesso si rivolgono al Cabernet per cercare di stabilire la loro reputazione nascente.
Quanto alla competizione. Per l’Italia, il risultato più importante lo ha ottenuto il wine-restor maremmano Conti di San Bonifacio che nella categoria “afinati in legno£ nella fascia di rezzo 30-50 sterline è stato dichiarato “Master”, grado più alto di una medaglia d’oro.
Metallo poi scomparso fra i premiati italiani che hanno chiuso con tre medaglie d’argento ed una di bronzo. Risultato complessivamente non eccelso per i colori italiani che pure si erano presentati con nomi di assoluto prestigio alla competizione. Il master è stato dominato dalla produzione cilena ed australiana con qualche intrusione da Turchia, Libano, Israele, Bulgaria, Francia, Argentina, Canada e Stati Uniti. L’Australia a Stati Uniti portano a casa il numero più alto anche nei Master (ben due a testa) con Italia e Francia ai piedi del podio di questa classifica.
Questi i cabernet italiani premiati:
MASTER Conti di San Bonifacio, Docet IGT Franc Maremma 2013
Marchesi Mazzei, Philip Toscana IGT, 2015-Silver
Cavit, Quattro Vicariati Rosso Trentino Superiore DOC, 2015-Silver
Planeta, Burdese, Sicilia, 2014-Silver
Banfi, ASKA, Toscana 2015-Bronze

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