Si contraggono, dopo un costante periodo di espansione, le importazioni vinicole americane che, nei primi cinque mesi dell’anno, hanno fatto registrare una diminuzione del 6,8%, secondo quanto reso oggi noto dall’Italian Wine & Food Institute. Alla contrazione in quantità fa riscontro un incremento del 9,7% in valore che, secondo il presidente dell’IWFI Lucio Caputo, è tuttavia essenzialmente dovuto ad un diffuso aumento dei prezzi e, per quanto concerne l’Europa, anche dal meno favorevole tasso di cambio Dollaro – Euro.
I primi cinque mesi dell’anno sono stati caratterizzati, sempre secondo Caputo, da una notevole contrazione delle importazioni dall’Australia e dall’Argentina (rispettivamente -31,6 % in quantità e -18,2% in valore e -23,2 % in quantità e -8% in valore) essenzialmente dovuta alla drastica riduzione delle loro esportazioni di vini sfusi (complessivamente -300 mila ettolitri) e dalla costante affermazione dei vini francesi.
La Francia continua infatti ad espandere, a ritmi sostenuti, la propria presenza sul mercato statunitense facendo registrare un aumento del 14,9% in quantità e del 24,6% in valore, minacciando la posizione di leadership dell’Italia.
Secondo la nota dell’IWFI, le importazioni statunitensi, nei primi cinque mesi dell’anno in corso, sono ammontate a 3.888.970 ettolitri, per un valore di $1.924.908, contro i 4.172.250 ettolitri per un valore di $1.754.580.000, del corrispondente periodo dell’anno precedente.
Le esportazioni dall’Italia sono passate da 1.058.000 ettolitri, per un valore di $546.672.000, dei primi cinque mesi del 2017 a 1.064.330 ettolitri, per un valore di $608.719.000, dei primi cinque mesi dell’anno in corso con un aumento del 0,6% in quantità e dell’11,3% in valore.
Le importazioni dall’Australia, secondo paese fornitore del mercato USA, sono risultate pari a 612.920 ettolitri, per un valore di $129.206.000, contro gli 896.570 ettolitri, per un valore di $158.129.000, del corrispondente periodo del 2017.
Le importazioni dalla Francia, divenuto il terzo paese fornitore in quantità a ridosso dell’Australia e secondo in valore, sono passate da 533.150 ettolitri, per un valore di $452.675.000, dei primi cinque mesi del 2017 a 612.610 ettolitri, per un valore di $ 564.350.000, dei primi cinque mesi dell’anno in corso.
Le importazioni dal Cile sono passate dai 602.470 ettolitri, per un valore di $113.921.000, dei primi cinque mesi del 2017, ai 602.390 ettolitri, per un valore di $110.576.000, dei primi cinque mesi del 2018, con una riduzione in valore del 2,9%.
Le importazioni dalla Nuova Zelanda sono passate dai 312.570 ettolitri, per un valore di $172.328.000 dei primi cinque mesi del 2017, a 337.820 ettolitri, per un valore di $197.263.000, dei primi cinque mesi dell’anno in corso con un aumento dell’8,1% in quantità e del 14,4% in valore.
Sempre positivo, secondo la nota dell’Italian Wine & Food Institute, l’andamento delle esportazioni italiane di spumanti che, nei primi cinque mesi dell’anno, sono ammontate a 313.730 ettolitri, per un valore di $177.903.000 contro i 262.630 ettolitri, per un valore di $133.363.000, dei primi cinque mesi del 2017, con un aumento del 19,5% in quantità e del 33,3% in valore.

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