Si sa che i rosè sono di moda in questo periodo. Soprattutto in estate riescono ad nattrarr un pubblico variegato ed un sempre piu’ alto numero di giovani. Ma non si tratta di un vino modaiolo, anzi. Tra i molti assaggi fatti in incognito alla manifestazione tenutasi recentemente a Lazise presso la splendida Dogana Veneta, uno tra quelli che piu’ mi ha soddisfatto è stato il Chiaretto Brdolino Doc di Poggio alle Grazie, azienda di Castelnuovo del Garda, che si sta manifestando per bei prodotti di territorio. Colore rosato dai riflessi violacei, tipico del tramonto estivo sul lago. Al naso fragrante, piccoli frutti rossi ed eucalipto. Al gusto ottimo equilibrio tra morbidezza e sapidità, minerale. Ritorno di ribes e agrumi. Espressioni di timo e menta, del resto, basta fare un giro nel vigneto a conduzione biologica per vedere come ciò non sia un caso. Le uve vengono raccolte a mano e subito lavorate. Macerazione a freddo delle uve per circa 8 – 10 ore, necessaria a ottenere un mosto dal colore da vivace a intenso. Il mosto ottenuto viene poi fatto fermentare a temperature controllate mai superiori ai 18 °C per favorire la migliore espressione aromatica. A fine fermentazione il vino sosta sulle fecce fini per almeno 3 mesi. Affinamento in bottiglia 2 mesi mentre il blend è 70% corvina e 30% Rondinella. Questo vino secco si manifesta come ideale compagno di aperitivo, e si abbina a primi piatti come risotti o pasta. Secondi piatti a base di carni bianche o pesce di mare o lago, fritture. Ottimo anche con la pizza. Temperatura di servizio, 10 – 12 °C.. Per caratterizzare il Chiaretto è indispensabile un parziale contatto del mosto con le vinacce, perché da queste si possano estrarre il colore ed alcune sostanze fondamentali. Se il tempo di contatto è troppo breve, il vino è scialbo, incompleto, di colore non ben definito. Se si eccede, anche per poco, il vino diventa un mezzo rosso impersonale, troppo vinoso, senza particolari caratteristiche. Si capisce quindi che l’uomo debba saper cogliere “l’attimo fuggente” per separare il mosto dalle bucce: di anno in anno questo varia in funzione dell’andamento stagionale e quindi del grado di maturazione e sanità delle uve stesse.

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