Il Friuli è terra di grandi vini bianchi e d’estate niente di meglio che fare un salto nei Colli Orientali e mettere nel bicchiere alcuni dei vitigni più identificativi di questo territorio: Ribolla Gialla, Pinot grigio e Friulano, il caro e vecchio tocai, che forse più di ogni altro vitigno è assurto a simbolo di tutta una regione produttiva.
La maison individuata per raccontare i bianchi del Friuli è stata avviata nel secolo scorso, conta su una novantina di ettari vitati, è sulle colline che dominano Manzano, nei pressi dell’abbazia benedettina di Rosazzo che preservò la cura della coltivazione della vita negli anni bui delle invasioni barbariche e del disfacimento dell’Impero Romano che qui aveva portato la coltivazione della vite. Manzano si pone verso il quadrante meridionale del Friuli, verso Aquileia, e già beneficia degli influssi dell’alto Adriatico. Il suolo su cui poggia è formato da marne eoceniche. Dal 1974 Torre Rosazza fa parte di Genagricola che dalla metà dell’Ottocento è il braccio agroindustriale del leone di Trieste.
Pinot Grigio
Friuli Colli Orientali DOC 2017
Spremitura soffice, vinificazione in bianco, sei mesi in vasca d’acciaio prima dell’imbottigliamento. Un PG molto classico che premia la freschezza e l’immediatezza, ma non sottovalutatelo. Nel bicchiere sprigiona immediati profumi, molto intensi, di fiori di campo, di prato appena tagliato, di erba medica, gelsomino e geranio. Il palato è ricco, ampio, sostenuto da una bella spalla acida, dove tornano le note floreali dell’olfatto cui s’aggiungono quelle di mela verde e pera a pasta bianca. Sapido sul finale che è elegantemente “verde” dove tornano note più vegetali molto aggraziate.
Ribolla Gialla
Friuli Colli Orientali DOC 2017
Se il Pinot grigio nel Friuli è diventato “quasi” un autoctono venendo coltivato oramai da più secoli, la Ribolla Gialla “è” l’autoctono per definizione, un esempio perfetto del legame fra vite e territorio. Un vitigno dall’enorme potenziale, come dimostrano i risultati ottenuti da Torre Rosazza con la cura dei propri vigneti. Spremitura soffice, quattro mesi sui lieviti in vasca d’acciaio, malolattica parzialmente svolta. I profumi al naso sono netti, immediati: albicocca, pesca a pasta gialla, melone, fieno tagliato in pieno sole. Al palato ha un impatto immediatamente alcolico e sapido, caldo, ampio, tornano le note fruttate con albicocca e melone. Di grande persistenza, con una spalla acida molto importante, su un finale di frutta e agrumi.
Friulano
Friuli Colli Orientali DOC 2017
Se negli ultimi tempi avete trascurato il Friulano, beh avete commesso un grave errore di sottovalutazione. Perché superato lo shock del cambio di nome e le comprensibili difficoltà nel lasciare il tradizionale ed evocativo “tocai”per il ben più anonimo ed indistinto “friulano” , il vino c’è. Ed alla grande. Questo di Torre Rosazza stupisce per l’eleganza e la leggerezza, un Friulano che senza voler essere facile è in grado però di affascinare anche palati abituati a livelli ben diversi di “dolcezza”. Qui la caratteristica nota di mandorla perde i suoi tratti più amari per diventare più morbida, più speziata, contribuendo al grande equilibrio che caratterizza questo vino. Al naso dominano le note più vegetali come fieno, ortica, fiori bianchi come gelsomino. L’ingresso in bocca è morbido, ed è di bellissimo impatto. Coerente, con note di frutta e melone a pasta bianca. Di grande bevibilità, molto invitante. Un bellissimo vino da tenere sempre a portata di bicchiere.

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