Giusti Wine è una giovane ma apprezzata cantina della DOCG Asolo Prosecco; avviata da Ermenegildo Giusti agli inizi del Duemila vanta una quindicina di tenute fra le colline del Montello e la piana alluvionale del Piave a Nervesa della Battaglia. Per superficie vitata di proprietà è una delle realtà più significative del Trevigiano dove Ermenegildo è nato, e da dove è partito per emigrare in Canada e costruirvi un impero economico. Presente anche nella Valpolicella DOCG, Giusti Wine è fortemente attiva nei mercati internazionali (Nord America e Asia in primis). The Italian Wine Journal ha provato i suoi ultimi due spumanti.

Giusti Wine, Asolo Prosecco Superiore DOCG, extrabrut

La crescita dei Prosecco Extra-brut non può che fare bene alle bollicine trevigiane, soprattutto quelle delle DOCG che soffrono la concorrenza al ribasso della DOC della grande pianura veneto-friulana con la sua ondata di prosecchi piacioni, col grado zuccherino ad omogenizzare tutto e a rendere tutto indistinto.  Dalle pendici e sud-est del Montello – rilievo collinare che costringe il Piave a creare un’ansa creando un microclima tutto suo – arriva l’ultimo Prosecco di Giusti wine, con soltanto 3,5 grammi di zucchero per litro. La tenuta ”Aria Valentina”  (Giusti Wine, come detto, poggia su una quindicina di tenute ubicate in diversi areali attorno al comune di Nervesa della Battaglia) da cui provengono le uve di glera ha un terreno argilloso, ricco in ferro, ed è il primo “cru” dove storicamente un vino del Montello ha ottenuto un riconoscimento ufficiale internazionale, a Parigi ai primi del Novecento. E’ una delle tenute dove si coltiva anche il vitigno perera (storicamente nel blend del prosecco assieme alla glera) anche se in questo vino non  compare.

Dalla degustazizone esce un po’ deluso chi cercava un prosecco di forte carattere (paradossalmente lo è di più la versione Brut già in listino); invece – come se si fosse voluto evitare uno “strappo” col palato del consumatore – si è puntato su un vino più docile, che fa della pulizia e della finezza il suo tratto distintivo. Corretti i profumi all’olfatto, il palato conferma le nota fruttate tipiche del prosecco, i profumi floreali con acacia e una leggera nota di camomilla. Finale di bella mineralità, invitante alla beva, e mai stucchevole.

In degustazione: 90/100

Giusti Wine Rosè SW

Il Rosé mancava nel portafoglio di Giusti Wine e se n’era lamentata l’assenza già da qualche anno anche alla luce dell’incredibile successo che i rosati italiani stanno ottenendo nel mondo a scapito dei provenzali. Ecco, chi immaginava l’ennesimo Rosé fatto ad uso e consumo della moda del momento in Giusti ha sbagliato indirizzo. Perché questo è davvero un gran bel Rosé, ricco di fascino, estremamente appagante, praticamente perfetto. Partiamo dal suo blend: chardonnay e pinot nero, in primis, coltivati in Tenuta Abbazia, sempre sul Montello, un cru che storicamente ha sempre dato dei grandissimi vini rossi. A questi, nel blend viene aggiunta la recantina, vitigno autoctono, recuperato dopo quasi due secoli di oblio, e che ha in Giusti Wine il suo più grande produttore. Usato in purezza o in blend in due vini rossi di grande talento, la recantina aggiunge all’uvaggio tipico degli sparkling rosé un tratto distintivo unico che lo rende inimitabile. Padri così nobili avrebbero meritato un Metodo classico, si è preferito optare per un più convenzionale Charmat, ma è una scelta – appunto – e non un peccato.

Colore buccia di cipolla molto pallido; al naso sprigiona note molto invitanti di fragole di bosco, di ciliegia, di spezie. Il palato è coerente, croccante al primo impatto, con una spuma perfetta. Tornano le note fruttate, una leggerissima e gradevolissima nota di rabarbaro e mora di gelso. Ampio, dal lunghisismo finale, sapiudo il giusto. Di certo, uno dei migliori assaggi dell’anno.

In degustazione: 96/100

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