Con cinque milioni di investimento, Le Marchesine in Franciacorta rafforza il proprio polo produttivo e sbarca con decisione nel settore dell’enoturismo: la storica sede di Passirano viene affiancata da una moderna costruzione di 3mila500 metri quadrati di nuovi magazzini e cantina sotterranea, sormontati da altri 2mila metri quadrati di nuova location destinata ai nuovi uffici unita ad una vasta area di ricevimento ed eventi destinati ai sempre più numerosi winelover che affollano le strade della denominazione lombarda. L’energia necessaria alle attività di cantina verrà garantita un impianto fotovoltaico.

Il nuovo magazzino raccoglierà tutte le strutture logistiche de Le Marchesine attualmente ubicate in più location diverse all’interno dei 22 ettari di proprietà della famiglia Biatta (complessivamente sono ora circa 40 considerando anche gli ettari in affitto) attorno a Passirano.

I lavori di costruzione sono in pieno svolgimento e l’inaugurazione della nuova, imponente, struttura è attesa per i prossimi mesi. «La crescita della nostra cantina – spiega il titolare, Loris Biatta (nella foto a destra col giornalista dell’Italian Wine Journal, Enzo Russo) – ci impone una riorganizzazione attenta delle diverse fasi produttive al fine di ottimizzare le energie, evitare diseconomie, e – soprattutto – di non intaccare il livello qualitativo raggiunto. Avevamo la necessità di accogliere in maniera adeguata i sempre più numerosi enoturisti che raggiungono la nostra cantina ed hanno bisogno di poter degustare in un ambiente confortevole i nostri vini e di poter visitare nel massimo comfort tutta la struttura produttiva. Il modello di riferimento è, per noi, l’organizzazione delle maison francesi e dei produttori californiani della Napa Valley che sull’accoglienza  in cantina hanno basato una solida crescita».

Una crescita che Loris Biatta persegue anche continuando ad investire in nuovi vigneti – quattro ettari sono stati acquisiti a Paderno destinati esclusivamente alla coltivazione del Pinot nero – e in nuove iniziative all’estero: «A Osaka, in Giappone, è prossima all’inaugurazione “Casa Biatta delle Marchesine” un’enoteca con cucina che, assieme al mio socio locale, vogliamo far diventare una delle mete più interessanti in Giappone per conoscere il Franciacorta, la cucina e le tradizioni italiane».

Una scelta, quella del Giappone, non casuale: il Paese del Sol Levante è uno dei principali mercati di sbocco per i Franciacorta DOCG delle Marchesine: «Siamo oggi in venti Paesi del mondo, un impegno importante per la nostra dimensione – sottolinea Loris Biatta – che nel 2020 raggiungerà il mezzo milione di bottiglie distribuite per un fatturato di poco inferiore ai 4 milioni di euro nel 2019 (più 10% sul 2018)».

La crescita non deraglierà però dal punto di forza della denominazione, il Metodo classico: «Personalmente, trovo bizzarro investire così tanto per far emergere la qualità delle nostre bollicine per poi sprecare tempo e risorse portando sul mercato vini fermi. Così come trovo necessario lavorare ulteriormente per far crescere la denominazione: non possiamo accontentarci dei numeri attuali e, senza mai svilire il Franciacorta, dobbiamo incrementare capacità produttiva e di penetrazione nei mercati. Sebbene molto sia stato fatto, c’è ancora un lungo percorso da fare. Dobbiamo investire di più e dobbiamo poterlo fare focalizzandoci sul prodotto e sui produttori, valutando con attenzione la redditività del nostro lavoro e delle diverse iniziative collettive di promozione».

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