Capita. Un assaggio interessante a pochi passi da casa. La cantina dei fratelli Vincenzi da molti anni è ormai un crocevia frequentatissimo da winelover e turisti che, così , portano a casa sapori e profumi del lago di Garda. Fabio e Lucio hanno raccolto l’eredità del papà Giuseppe e della mamma Teresa, i quali intuendo le potenzialità di quella terra, negli anni settanta comprarono un pezzo a ridosso di Villa dei Cedri da Bice Solbiati, ultima proprietaria di un importante latifondo, una donna che segnò un’epopea nel ridente paesino di Lazise e nella frazione di Colà, allora pressoché sconosciuta, colorandone le cronache. Successivamente nota è la storia di sviluppo importante di quella che, grazie all’intuizione dell’ingegner Nalin, sarebbe divenuta una tra le più interessanti aree termali d’Italia.

Fondamentale l’intuito dei fratelli Vincenzi: proporre un vino altrimenti difficile in questa parte del veronese, frutto della sapiente coltivazione di vecchie vigne di malvasia, garganega e castelli romani. Del resto i Vincenzi prima di tutto sono profondi conoscitori della terra. Xanto è il risultato dell’intelligente appassimento di una cuveè di uve bianche tradizionali, raccolte al punto giusto, a mano e in cassette, che riposano poi da settembre a dicembre in fruttaio. Infine , per essere pronto a Natale, e di qui il nome Xanto, viene pigiato e messo in bottiglia. Basse le rese per ettaro, sotto ai 40 q.li, e le bottiglie commercializzate, meno di 5.000. Importante il grado alcolico, pari a 13,5 gradi, ma che non si avverte. Al naso infatti prevalgono ampi  profumi di albicocca, gelso, frutta matura . Mentre il bicchiere abbraccia il vino immediatamente si aprono grandi arcetti a testimoniare l’apporto significativo di glicerine, e anche note terziarie piu’ agrumali e balsamiche, conferendo freschezza. Al palato la notevole sapidità che trova origine essenzialmente dalla composizione dei terreni viene equilibrata da un intelligente rimontaggio che esalta i profimi e ne matura dolcezza.