Sul mondo del vino l’ombra del Coronavirus. Covid-19 potrebbe costare caro al settore che, in pochi giorni, ha visto saltare alcune manifestazioni importanti. In Cina sono stati rinviate la Fiera del Vino di Chengdu, Vinexpo Hong Kong, FHA-Food &Beverage a Singapore e Prowein Asia sempre a Singapore. Resiste ancora in calendario InterWine a Canton programmata dal 21 al 23 maggio prossimi quando – si spera – dell’epidemia resterà soltanto un vago ricordo. Dovrebbe scamparla anche il prossimo Vinitaly – che quest’anno cade fortunatamente a fine aprile -, ma a metà marzo chi rischia tanto è il ProWein 2020 di Dusseldorf (dal 15 al 17 marzo prossimi) dove la presenza italiana è preponderante. Il pericolo è duplice: non trovare i buyer cinesi (poco presenti anche a Wine Paris, la rassegna che si è appena conclusa nella capitale d’Oltralpe che ha riunificato ViniSud e Vinexpo) e non vedere i vignaioli italiani fisicamente presenti alla Messe della capitale della Renania-Vestfalia.

Italiani e cinesi, per la stesa ragione, potrebbero vedersi condizionare fortemente nei loro spostamenti e pochi hanno voglia di rischiare una monotona e costosa quarantena lontani da casa.

Gli espositori italiani occupano uno spazio importante della rassegna – è la compagine più numerosa davanti ai produttori francesi – e , quel che è peggio, dal Veneto si calano in Germania in tanti: tutto il sistema Prosecco, in primis, e poi i player della Valpolicella. Se poi aggiungiamo il trendy Lugana e lo storico Soave, il vuoto dei produttori potrebbe causare falle vistose. E, anche se i rappresentanti tedeschi si daranno un gran daffare, non trovare i produttori potrebbe far convergere i buyer europei ed americani su altre regioni produttive come Spagna e Francia dove, pare strano, non si registra un solo caso di infezione, ma le notizie dall’Italia riempiono le prime pagine. Se il Prowein dovesse vedere pochi Italiani, il mondo del vino nazionale partirebbe nel 2020 con un ritardo non da poco dovendo riprogrammare tutti gli incontri business sul prossimo Vinitaly…

Presto per piangersi addosso, ma il campanello d’allarme suona minaccioso.

Facebooktwitterlinkedininstagramflickrfoursquaremail