Il Prosecco cresce in Francia al ritmo del 35% e questo grazie ad una serie di fattori: voglia di cambiamento delle giovani generazioni di winelover; tassazione che penalizza le vendite nella GDO di Champagne a prezzi di saldo; calo dell’ostracismo verso le bollicine non francesi che ha favorito i produttori italiani e quelli spagnoli. L’unico neo? I prezzi, al solito troppo bassi confermando un gap atavico. I dati sono stati alaborati da the drink business: a fine 2019, i numeri per il Prosecco DOC mostrano un aumento delle spedizioni verso la Francia di quasi il 35%. Questo rende Parigi il mercato principale in più rapida crescita per il Prosecco DOC, battendo anche gli Stati Uniti in termini di tasso di aumento, con quest’ultima nazione che ha visto un aumento del 21,7% sul totale del 2018.

La Francia importa ogni anno 18,9 milioni di bottiglie di DOC Prosecco, il che lo rende il quarto mercato di esportazione per le bollicine trivenete, anche se è ancora significativamente più piccolo del numero uno importatore di Prosecco, il Regno Unito, che ha visto le spedizioni aumentano del 7% a 115,4 m di bottiglie nel 2019. Considerando che la Francia produce Champagne e Cremant che provengano dalla Loira, da Bourgogne, dall’Alsazia, da Limoux o dal Giura, la crescente domanda di Prosecco può sembrare sorprendente. Non per Richard Halstead, COO di Wine Intelligence, che vede la domanda di Prosecco come parte del gusto radicato francese per lo spumante, e il desiderio di una nuova generazione di bevitori di consumare qualcosa di diverso dai loro anziani: «La Francia è sempre stata una grande bevitrice di spumanti, Champagne e vini spumanti regionali, ne consuma in media cinque litri all’anno, il doppio del consumo nel Regno Unito a 2,5 l, e il Prosecco è probabilmente cresciuto nel mercato francese a causa di una sorta di il desiderio di bere qualcosa di diverso dai propri genitori».

Secondo il gestore export di Villa Sandi, Flavio Geretto, tale è stata la crescita delle vendite di Prosecco in Francia, il paese è ora il terzo mercato più grande dopo il Regno Unito e gli Stati Uniti  scavalcando la Germania. Geretto attribuisce la crescente domanda di Prosecco in Francia soprattutto   all’introduzione nel gennaio dello scorso anno di una serie di norme per limitare la natura delle promozioni su alcuni prodotti nazionali, dal foie gras allo Champagne, che fanno parte di un più ampio atto governativo chiamato Loi EGalim. Con la nuova legislazione che pone limiti alla quantità di Champagne che può essere venduta in promozione, e l’entità dello sconto sui prezzi, i consumatori  sono passati dallo Champagne a buon mercato al Prosecco. Però «Il prezzo medio del Prosecco sullo scaffale è di 6,3 dollari in Francia, mentre è di circa 7,50 dollari nel Regno Unito, e negli Stati Uniti, è da 10,99 a 12,99 dollari  dove la domanda è generalmente destinata al Prosecco di marca più costoso».

Seondo Paolo Lasagni, amministratore delegato di Casa Vinicola Bosco Malera,  «I francesi non amano ammetterlo, ma comprano un sacco di Prosecco, sia perché i baristi vogliono usarlo nei cocktail sia perché i consumatori lo vogliono come aperitivo a casa, dato che è più economico dello Champagne ed è molto leggero e fresco.  Se si guarda correttamente al mercato francese si vedrà – però – che include grandi gruppi di vino  che acquistano un sacco di Prosecco dall’Italia e poi lo vendono in tutto il mondo… È lo stesso in Spagna, dove si ha un’azienda come Freixenet, che acquista molto Prosecco, ma lo vende altrove, quindi la fattura è in Spagna, ma il prodotto è per gli inglesi”».  

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