Daniela Conta e Andrea Panozzo formano un sodalizio d’acciaio nella vita come nella passione per il vino. Theresa  Eccher è la loro sfida rivolta a cogliere le opportunità di un terroir magico a Solicchiata di Castiglione di Sicilia, in contrada Ponte Palino. Qui, in uno dei borghi più belli d’Italia, un caratteristico centro medievale posto tra l’Etna e l’Alcantara, hanno trovato il loro luogo dell’anima.

Theresa Eccher, nonna di Daniela, della val di Non,  era una donna forte, nata quando il Trentino faceva parte dell’Impero Austroungarico, e conosceva bene il mondo della vigna e del vino. . Un carattere determinato e volitivo: indispensabile ad attraversare due guerre mondiali e, soprattutto, superare lo choc del passaggio da una Patria a un’altra.

L’Altero 2014 è un Etna Rosso prefillosserico. La prima annata prodotta fu il 2011, su un vigneto di un ettaro dirca posto a poco meno di mille metri di altitudine, sul versante nord del vulcano attivo piu’ alto d’Europa. Una delle molte particolarità del vigneto, in conduzione biologica, è  l’eta media delle piante, attorno ai 120 anni. Nerello mascalese al 98 per cento e Nerello cappuccio per la rimanenza sono il blend che la giovane enologa   Irene Vaccaro   utilizza con grande dedizione ed attenzione.

Il Nerello mascalese  è il principe indiscusso dei vitigni presenti sull’Etna. C’è addirittura chi lo paragona al pinot nero.  Mendola, Di Rovasenda ed anche Pulliat e Mas ne Le Vignoble (1874- 1879) considerano il Nerello mascalese nel gruppo del nerello cappuccio e i primi due autori differenziano il mascalese dal cappuccio per il colore del legno che invece di essere cardellino giallo è beige e perché impone nel vino più colore ed una certa austerità. Il nome del vitigno fa riferimento alla Contea di Mascali, antico territorio alle pendici dell’Etna, sito tra l’attuale Giarre e Mascali (CT), probabile centro di origine o almeno di diffusione della cultivar. 

Dopo la vendemmia in ottobre, seconda decade, delle uve allevate ad alberello, la vinificazione  avviene tramite fermentazione a temperatura controllata. Un successivo affinamento in botti esauste di rovere francese da 25 hl precede l’imbottigliamento dopo  40 mesi. Risultato un grande vino di territorio, capace di emozionare sin dal suo ingresso nel bicchiere, di colore scuro come l’infinito di notte, punteggiato da bagliori di stelle. Al naso il profumo amplissimo, spaziale, evidenzia per l’annata ancora giovinezza e grande capacità di invecchiamento. vino dal sapore intenso e dalle note opulenti, che ne decretano l’incontrastata unicità dovuta anche alle caratteristiche del terreno, ovviamente  vulcanico, con presenza di sabbia e cenere . E la pietra focaia si sente nel retrogusto finale, al palato attraversato da belle note balsamiche e potenti attacchi minerali per questo vino che propone 18 gradi alcol in modo equilibrato ed elegante.

Bassissime le rese per ettaro (3,5-4,5 tons/ha ), ampie glicerine e ricchezza in resveratroli ne fanno una caratteristica di splendida beva. Un vino che segna la combinazione tra identità territoriale e caratteristiche organolettiche del vitigno, qualità che lo rende unico.

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