Sarà la logistica la chiave per uscire dall’emergenza Covid-19. Oggi che debbono arrivare in tempo i prodotti alimentari e sanitari; domani, appena bisognerà ripristinare le scorte aziendali e far ripartire l’economia. E questo vale tantissimo per il mondo del vino che, in assenza di fiere fisiche, si affida sempre di più alla logistica per supportare il boom delle vendite on line (l’Italia è fra le prime nazioni al mondo per utilizzo del web negli acquisti di vino, davanti agli stessi USA che l’e-commerce l’hanno inventato) e per raggiungere i clienti nel mondo con le nuove annate non appena l’horeca potrà ripartire con forza.

«Fortunatamente lavoriamo e stiamo tutti bene ma intorno a noi è il delirio. Certo che i clienti che   hanno la logistica presso di noi ci stanno ringraziando non poco. La logistica, spinta dall’e-commerce, continua a crescere, rappresentando, in Italia, il 7% del PIL per un valore di circa 110 miliardi di euro.  Dopo la crisi del primo decennio degli anni duemila la logistica ha ripreso a crescere sia per quanto riguarda i volumi di affari sia per quanto riguarda gli investimenti.  Queste parità di trattamento, oggi normale,  fino a qualche anno fa erano impensabili. Discorso a parte va fatto per le figure specializzate in ambito informatico, sempre più importanti nella supply chain della logistica 4.0 e per questo molto ricercate e ben retribuite.  Per fortuna la logistica è un settore in salute, molte aziende italiane, soprattutto quelle ben radicate nel settore, valorizzano i propri addetti in ogni livello e mansione». Luca Berti è l’amministratore delegato di Aerologistik, colosso bolognese della logistica (brand noto nel mondo dello sport supportando l’Hellas Verona nel football e la Virtus Bologna di coach Djordjevic nella pallacanestro), 40 dipendenti e oltre 4 milioni di euro di fatturato nel 2019,  con sede anche nel cuore del mondo del vino italiano: il distretto logistico di Verona, uno dei primi in Europa. Berti, allo specifico know how della logistica, ha aggiunto anche la passione per il vino, avviando una propria cantina in Valpolicella, JakoWine.

«I privati che vengono in Italia per visitare cantine e aziende vorrebbero acquistare delle bottiglie di vino, ma hanno difficoltà con il trasporto in aereo – sottolinea Berti –   Per chi proviene da Stati Uniti e Brasile, Cina si aggiungono altri problemi legati alla necessità di possedere la licenza per l’importazione.  Per questo abbiamo ideato “Vino World Wide” che rappresenta un’ idea originale per risolvere queste complicazioni: il cliente che acquista il vino in un’azienda, compila con i suoi dati un form presente in un tablet, consegnato alle oltre trecento cantine clienti di Aerologistik. Una volta tornato nel suo Paese, riceverà a casa il vino acquistato».

Due società aperte da Berti in Brasile e negli Stati Uniti facilitano il processo, permettendo di sdoganare e consegnare la merce.  «Siamo partiti con questo progetto nel 2014, con 200 spedizioni estere destinatari privati, salite a 2.700 lo scorso anno, 21 i paesi serviti, più di 50 le cantine mittenti fra Veneto e Toscana», racconta Berti. «I numeri stanno crescendo a vista d’occhio trainati soprattutto dai mercati americano e giapponese, ma anche dal Nord Europa;  la chiave è nella futura logistica 4.0  dove saranno anche in aumento i compensi delle figure chiave»”.

Come è andata nel 2019?

«L’anno trascorso ha confermato la crescita del segmento logistico, la possibilità per i clienti di rendere piuù efficienti i processi di magazzino, movimentazione e gestione delle merci, variabilizzando i costi, si sta rivelando sempre più la strategia vincente. La quantità di spedizioni destinate ai privati è aumentata  in maniera considerevole mettendo sovente in difficoltà le aziende di trasporto espresse (Tnt, Dhl,Ups) che devono continuamente potenziare le proprie strutture per far fronte a trasporti sempre più numerosi. Per quanto riguarda poi Aerologistik, è cresciuto in modo esponenziale il segmento deposito vini a temperatura controllata costante. Molte cantine iniziano a prendere coscienza che i prodotti da loro fatti con tanti sacrifici devono essere conservati e trasportati con tutte le cautele del caso. Non è pensabile custodire e trasportare vini per 4/5 mesi all’anno con temperature che oscillano dai 24 ai 40 gradi».

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