Nel 1893 George e Christian Kreglinger,  due fratelli provenienti dalle Fiandre, fondarono nell’Australia meridionale un’azienda vitivinicola che doveva rifornire del pregiato vino australiano i mercati del Nord Europa. I due viaggiavano per conto dell’impresa di famiglia, registrata nel tribunale di Anversa al numero uno del registro della Camera di commercio (e che ancor oggi cura l’importazione in Europa di questi vini). Negli anni, ampliarono la loro tenuta sbarcando in Tasmania –   il più meridionale dei territori australiani, oltre 200 miglia più a sud della baia di Melbourne, scoperto alla fine del Seicento, guarda caso, da un navigatore olandese –  acquisendo terreni nelle regione di Pipers Brook che beneficia delle fredde brezze oceaniche e poggia su uno strato di terreno vulcanico molto ben drenato. Clima ideale per Pinot noir e Chardonnay che contribuiscono alla base di questo Metodo classico di incredibile eleganza. La vendemmia è del 1999, la sboccatura del 2006: alla data di degustazione mancano quindi 14 anni.

La cuvée di expédition è stata firmata da René Bezemer, nella foto qui sopra, winemaker responsabile allora delle tenute che compongono l’universo Kreglinger (Pipers Brook, nella regione di Tamar, Ninth Island e Norfolk Rise-Mount Benson) che dal 1996 si era proprio impegnato a sviluppare una liquer che potesse firmare adeguatamente le bollicine dalla Tasmania.

Nel 2017 Bezemer è stato sostituito nell’incarico da Jim Chatto, miglior winemaker australiano nel 2019: entrambi della Tasmania i due enologi hanno lavorato molto per la crescita della locale industria vinicola. E i risultati, stando a questo metodo classico, stanno giustificando ampiamente l’impegno.

Il Vintage 1999 evidenzia il tempo passato, ma l’eccezionale qualità della materia prima, della liquer (dall’approccio molto francese, con la presenza non del solo vino di vecchie annate, ma anche di qualche spirit) e del sughero (perfettamente integro), portano nel bicchiere un metodo classico ricco ed opulento dalle bollicine perfette e dal colore carico, ma ancora molto brillante. Al naso compaiono note di frutta secca, uva sotto spirito, albicocca candita. Il palato è ancora molto fresco, l’acidità non è per niente compromessa e presenta note di frutta matura, nocciola, su un finale molto ampio, lungo, con note di pietra focaia e un gradevolissimo retrogusto. Un vino maturo, non ancora sconfitto dal tempo. Anzi. Maschio, molto sofisticato, molto pulito, invitante e dalla perfetta tenuta nel bicchiere. Unico rammarico: scoperto l’importatore in Europa, non ho più recuperato il distributore in Italia. E sarebbe davvero un peccato se questo eccezionale spumante non fosse più disponibile nel nostro Paese.

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