Barcellona protegge le sue bodegas storiche preservandole dall’estinzione a causa delle catene di fast food e franchising legati al turismo di massa. I bar tradizionali sparsi per la città sono noti per la vendita di vino, Sherry, vermouth e altre bevande direttamente dalla botte, e spesso avviati come punti di vendita al dettaglio di vino prodotto dai loro proprietari. A luglio, il consiglio comunale ha elaborato una lista di 31 bodegas di questo tipo, e ha recentemente annunciato che 11 avevano aderito al programma che coinvolge ben 220 locali di diverse tipologie merceologiche, fra le quali altre otto bodegas, che già hanno lo status di “patrimonio culturale della città”.

Il consiglio comunale ha descritto la mossa come “un primo passo per proteggere le bodegas uniche e preservare la loro essenza, la loro identità e i loro legami con il quartiere”. Lo status di patrimonio protegge la componente architettonica, ma gli undici nuovi siti potranno richiedere sovvenzioni, crediti d’imposta e consulenza aziendale, riferisce La Vanguardia.  Due bodegas sono state scelte per i loro “elementi unici del patrimonio”, mentre le altre nove contengono “elementi di interesse ambientale… con importanti radici sociali nell’ambiente circostante”.

Le bodegas appena protette sono: Bodega Vendrell, Celler Miquel nel quartiere dell’Eixample; Bodega Sopena, Bodega Lluàs e Bodega J. Cala nel quartiere di Sant Martà; Bodega Maràn, Bodega Quimet e Bodega Manolo nel distretto di Gràcia, così come Bar del Toro (Ciutat Vella), Bodega Salvat (Sants-Montjuàc) e Bodega Massana (Horta-Guinard).

David Montero, co-proprietario di Bodega Quimet, inaugurato nel 1954, ha dichiarato al quotidiano catalano: «Penso sia fantastico che il consiglio comunale ci stia dando questo riconoscimento perché siamo parte del tessuto del barrio. In caso contrario, finirà come un altro Starbucks. Significa che le persone possono venire qui e mangiare cibo tradizionale come acciughe, boquerones en vinagre o un piatto di marmellata. Non abbiamo mai cercato di essere alla moda o di attirare turisti. Non abbiamo mai voluto perdere l’essenza di essere una bodega dentro e per il barrio».

Facebooktwitterlinkedininstagramflickrfoursquaremail