Una brutta faccenda al metanolo che cambia la storia del vino italiano.  Una faccenda che fa 23 vittime. Che provoca cecità e lesioni gravi.  Una faccenda che rivoluziona l’immagine del nostro Paese a causa di bottiglie di Barbera adulterato. Ma da quello scandalo, il vino italiano deciderà in via definitiva di voler crescere, di puntare soltanto all’eccellenza e di voler abbandonare l’ignoranza, il provincialismo e il dilettantismo. Da quello scandalo – e da quelle scelte – il vino italiano diventerà leader nel mondo.

Nella decima puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”, dal 16 marzo in esclusiva su RaiPlay, si parlerà proprio di questo scandalo. Il 17 marzo 1986, giornali e tg danno la notizia di un vino adulterato con il metanolo, acquistato nei comuni supermercati, che arreca gravi danni alla salute. Lo scandalo scoppia quando decine di persone, ingerito il prodotto contraffatto, manifestano i sintomi dell’avvelenamento, riportano danni permanenti e in alcuni casi arrivano persino alla morte.

I carabinieri durante le indagini scoprono che i casi di decesso sono imputabili ad un Barbera da tavola e bianco da tavola, imbottigliato dalla ditta di Carlo e Vincenzo Odore di Incisa Scapaccino, Asti, e proveniente dalle cantine della ditta Ciravegna, di Narzole, Cuneo. Giovanni e Daniele Ciravegna  vengono arrestati per aver fornito vino al metanolo e condannati rispettivamente a 14 e a 4 anni di carcere nel 1992.

Nella decima puntata della serie si alternano le immagini di chi quel dramma lo ha vissuto con la voce di Roberto Ferlicca, che ripercorre la vicenda a partire dal ricordo di quella cena quando sua madre cominciò a sentirsi male e venne portata d’urgenza in un ospedale di Milano. Qui le diagnosticarono l’avvelenamento che le causò la perdita della vista. Succede così qualcosa che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta quegli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta. In tutte le ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde proprio nell’impensabile, in quel qualcosa appunto che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente la nostra esistenza. Un racconto seriale emozionale e immersivo, rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Ed è questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico. In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Facebooktwitterlinkedininstagramflickrfoursquaremail