Gunnar Cautero titolare dell’Osteria della Stazione –  via Popoli Uniti 26, Milano, ha presentato alla stampa  “Maistri”, il primo vino firmato dall’oste-enotecario, il primo vino su Milano firmato (e concepito) da un ristoratore, naturalmente made in Friuli Venezia Giulia, dove la cucina friulana e i vini sono i padroni di casa.

“L’avventura inizia nel 2018”, dice Gunnar sempre sorridente e affabile, “è l’anno della Tempesta Vaia,  della scomparsa di Marco Rossi, presidente del Fogolâr Furlan di Milano ed è l’anno della vendemmia delle uve di Chardonnay Musque a Farra di Isonzo (GO). Le tre cose insieme costituiscono l’anima di Maistri.  La proposta di Carlo Fossaluzza dell’azienda vitivincola Colmello di Grotta a Farra di Isonzo, se ero interessato al loro Chardonnay, fu la molla che mi fece decidere.  Il blend definitivo di questo Chardonnay Isonzo DOC, continua Gunnar,  viene deciso tre anni dopo in un caldo mezzogiorno dell’ultima domenica di agosto 2021 a casa del’enologo Michele Bean. Tre quarti delle sole 600 bottiglie prodotte vengono così affinate in anfore di grès porcellanato da 500 litri e un quarto in botti di legno da 370 litri”.

“Il nome Maistri richiama la parola mestri, in friulano “maestri”. È dedicato a Marco Rossi. “Un grande amico scomparso prematuramente. Era maestro del Conservatorio di Como, un vulcano di idee nonché il cuore pulsante di un’associazione importante come il Fogolâr Furlan di Milano. Volevo quindi che il mio vino avesse il suo carattere. La sua solidità, l’eleganza, l’armonia, l’ecletticità”, continua Gunnar, in sostanza volevo un vino dalla forte identità che potesse essere aperto in Osteria in ogni situazione”.

La particolarità di Maistri è che viene portato freddo al tavolo ma poi viene tenuto in modo naturale affinché, scaldandosi, possa esprimere tutte le sue caratteristiche organolettiche, tipiche dello chardonnay, durante il pasto.

Maistri porta il sigillo professionale di Gunnar Cautero, che fa parte di AEPI, Associazione Enotecari Professionisti Italiani. Il progetto è stato proprio al centro di un CDA dell’Associazione. La sua etichetta, essenziale ed elegantissima, ricorda una nota musicale stilizzata e porta la firma di Silvia Grazioli. (e.r.)

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