(di Carlo Rossi) Pasqua 2022 nel segno della speranza. Fabio Mecca, enologo, premio Gambelli 2022 (a sinistra nella foto qui in basso) profondo conoscitore dei vini della tradizione italiana, ci conduce attraverso espressioni enoiche uniche per tipicità che si abbinano bene con qualsiasi piatto giunga sulle nostre tavole e, perché no, anche adatti per il classico picnic fuoriporta di Pasquetta. Che sia  di lago o mare, di montagna o pianura, di collina piuttosto che fusion o gourmet, la versatilità è garantita per sei proposte con un eccellente rapporto prezzo qualità.

Possiamo cominciare con un fresco aperitivo di benvenuto che ci propone l’iconica azienda Paternoster (Gruppo Tommasi) a Barile, elabora da uve di falanghina in purezza . Questa volta lo assaggeremo in versione charmat lungo extra dry.  Beva accattivante che esprime allegria grazie ad un delicato bouquet floreale e fresco.  Bollicine eleganti e non aggressive , colore giallo brillante, uno charmat lungo.

Dai 620 metri di altitudine dove Barile si trova coi suoi antichissimi suoli vulcanici, il Vulture in provincia di Potenza, ci spostiamo alle falde di un altro vulcano, il Vesuvio Qui incontriamo un vino storico , Lachryma Christi del Vesuvio doc 2016, che l’ Agricola Villa Dora produce, tra storie e leggende antiche, da uve autoctone del Vesuvio ed imbottiglia in loco, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Uve  note sin dall’epoca romana, coltivate nell’agro di Terzigno, a circa 100 metri di altitudine. Le radici delle vigne affondano nel terreno lavico scuro e poroso. Uve di Caprettone nella versione in bianco. Vino sapido ed elegante eccellente per un primo piatto anche per torte salate.

Continuiamo con il  nostro giro fuoriporta e ritorniamo in Basilicata, a vedere il bel paesino di San Guiorgio Lucano, a circa 420 metri d’altitudine.  Siamo in provincia di Matera, città capitale europea della cultura nel 2019. Qui la nostra guida d’eccezione ci suggerisce un vino biologico, dell’Agricola Francesco Marino, il Tintura Madre 2020, dop Matera rosato, un primitivo rosato nuovo, da un’azienda poliedrica,  alfiere di un meraviglioso territorio, in posizione privilegiata. Vigne che poggiano su terreni particolarmente fertili, aspri, accidentati e selvaggi. Vino fresco e fragrante piacevole e profumato.

Un grande Chianti apre il menu con i secondi, soprattutto di carne e formaggi. Ci troviamo  in Fattoria di Gratena per degustare  un vino mitico, il Chianti Riserva  2017.  Siamo in provincia di Arezzo, in quel di Civitella Val di Chiana. Una bella storia aziendale caratterizza l’approccio al sostenibile e al biologico Il Podere venne istituito prima della battaglia di Campaldino, 1289, dai frati che custodivano il canale della Chiana. Vino importante ma non spigoloso, Sorso lungo e pieno.

Concludiamo il nostro pranzo con il Don Giulio, Basilicata Rosso igt, da uve merlot e cabernet sauvignon, grande vino che l’azienda Alte vigne della Val Camastra imbottiglia ad Anzi. Il Don Giulio 2016 ti sorprende per la sua freschezza e beva agile. Ideale per sostare un attimo prima di passare al dolce.

E qui torniamo a Nord con il bellissimo giallo dorato che ci viende dalla provincia di Pavia, il moscato della Tenuta Caseo (Gruppo Tommasi) un Igt speciale, Capinera Gialla, 2020. Perfetto a fine pasto, in abbinamento a frutta e dolci di diverso tipo.

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