(di Silvia Allegri). Era il 1968 quando fu utilizzato per la prima volta il termine geografico “Garda” per l’etichettatura dei vini doc gardesani, ma si dovette aspettare il 1996 per il riconoscimento della DOC per i vini varietali e per la nascita del Consorzio volontario. Areale di produzione: zona circoscritta dalle 10 denominazioni storiche della Riviera Bresciana, Alto Mantovano e Veronese. La denominazione DOC Garda insiste oggi su un’ampia area geografica che comprende buona parte dell’arco morenico alpino che circonda il Lago di Garda unendo le storiche zone di produzione vitivinicole per le province di Brescia, Mantova e Verona. La superficie vitata è pari a 31.100 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889), i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. Lo scopo della Doc? Valorizzare il vino con il nome dell’uva coltivata i cosiddetti vini “varietali”, espressione che si è arricchita dalla vendemmia 2017 con l’introduzione della spumantistica di territorio, nella libera interpretazione di metodo “italiano” e “classico”. 

IL TREND

Nonostante i fattori climatici abbiano portato negli ultimi anni a una più intensa attività metabolica della vite con una sintesi zuccherina significativa e di conseguenza l’aumento dell’alcolicità dei vini, la linea tracciata dalla Doc Garda va nella direzione di un giusto compromesso tra le uve qui prodotte e la loro qualità, confrontandosi con un mercato che vede i consumatori richiedere vini meno alcolici, meno impegnativi, più freschi e acidi. Parallelamente, si lavora sull’immagine del territorio, complice la fama di cui gode a livello internazionale il lago di Garda per la sua luce, la mitezza del clima e un paesaggio di straordinaria bellezza, protagonista di eventi e proposte turistiche che ne valorizzino la biodiversità ma anche la ricchezza di contrade, marogne, pievi, aree boschive, che vanno a costituire un paesaggio di rilevanza strategica.

Malcesine

Garda Wine Stories

Prende il via da qui il nuovo percorso mirato a far conoscere le eccellenze della Doc Garda. Un evento che ha visto, lo scorso 9 e 10 giugno, stampa nazionale e internazionale insieme agli appassionati degustare i vini della denominazione, dal Pinot Bianco al Marzemino, dallo Chardonnay al Merlot, dal Riesling al Pinto Grigio, e partecipare alle masterclass nello spazio suggestivo della Dogana Veneta di Lazise. Quella del Garda è una denominazione di denominazioni.

Sono infatti dieci le zone DOC che ne fanno parte e solo i vigneti che storicamente sono all’interno di aree a denominazione di origine controllata possono fregiarsi anche della DOC Garda. Da qui l’idea di raccontare tante “stories” all’interno di questo nuovo format ideato per creare il giusto equilibrio tra approfondimento enologico ed esperienza del territorio. “L’evento Garda Wine Stories ha permesso di raccontare al pubblico i nostri intenti”, ha sottolineato Paolo Fiorini, presidente del Consorzio Garda Doc. “Vogliamo diventare la denominazione di riferimento per i vini varietali, aprirci sui mercati esteri, diventare ambasciatori di un territorio amatissimo dai turisti, e farlo attraverso un percorso di restyling della Doc che possa offrire opportunità sempre più interessanti ai produttori e ai visitatori alla ricerca di un’esperienza unica”.

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