(di Elisabetta Tosi) “Il mio obbiettivo e’ poter creare un mondo migliore per i nostri figli e per tutti noi. Finalmente posso dire che questa mia filosofia di sostenibilità inizia a coinvolgere e appassionare molte realtà imprenditoriali del Veneto”. Così Enrico Raimondo, inventore di un particolare stadio della fibra di carbonio (coperto da brevetto italiano) commenta la recente collaborazione con l’azienda Giannitessari.

Per il noto produttore di Montecchia di Crosara, Raimondo ha realizzato una serie di bottiglie in fibra di carbonio, kevlar e fibra di lino realizzate a mano una per una. Sono anni che Enrico Raimondo, progettista meccanico del Vicentino, insegue il sogno di realizzare oggetti d’uso comune (e non ) utilizzando gli scarti che derivano dalla lavorazione del carbonio. Nel 2015 riesce finalmente a realizzare il primo prodotto: una borraccia per biciclette.  Nel 2017, dopo aver ottenuto un brevetto internazionale per fibre composite certificate per contatto alimentare, realizza la prima bottiglia per il vino in fibra di carbonio, che unisce due importanti qualità: la leggerezza (una Jeroboam, ovvero una bottiglia da 3 litri, pesa solo 400 gr) e la robustezza (la fibra di vetro è praticamente indistruttibile).

Non contento, nel 2018 inizia cimentarsi con la pelletteria e realizza la prima borsa in pelle e fibra di carbonio, seguita nel tempo da borsoni da viaggio, portadocumenti, portafogli, cinture. Tutti prodotti realizzati combinando la versatilità della fibra di carbonio con altri materiali naturali come la pelle, e ora anche la fibra di lino. Nel mondo del vino, bottiglie in fibra di carbonio sono una novità, ma permetterebbero di risolvere in un colpo solo due problemi molto sentiti dagli addetti ai lavori: quello del peso delle bottiglie – che incide sul costo dei trasporti e quindi anche, in parte, sull’impronta carbonica (carbon fooprint)dell’azienda vinicola – e quello delle rotture accidentali delle bottiglie stesse durante il trasporto.

Gianni Tessari è il primo produttore del Veronese che ha deciso di imbottigliare il suo Lessini Durello Extra Brut 60 mesi in pochissime magnum firmate E.Raimondo. Di particolare pregio anche il packaging, studiato ad hoc e con capsule e etichette uniche, realizzate per questa specifica bottiglia.

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