Marcia indietro, il Superiore non si tocca. Dopo 48 ore di chiacchiere, arriva la smentita del Consorzio Prosecco DOC sul nuovo disciplinare che entro fine luglio dovrà essere raggiunto. Spiega una nota: “Si è svolto il CdA del Consorzio di tutela della DOC Prosecco, il quale ha ben inteso come le parole pronunciate dal direttore Luca Giavi siano state utilizzate estrapolandole da un’esposizione più ampia che cercava di spiegare come la menzione “superiore” sia riservata esclusivamente – sulla scorta di quanto stabilito dai relativi disciplinari – alla tipologia spumante delle DOCG “Asolo Prosecco” e “Conegliano Valdobbiadene Prosecco”, senza, in alcun modo, voler intendere l’esclusione della possibilità di utilizzo del termine “superiore” da parte delle due denominazioni, ma il suo corretto utilizzo.

 Per il resto, il Consiglio di Amministrazione ha ribadito come rimanga auspicabile definire, in modo condiviso, alcuni aspetti della comunicazione delle tre denominazioni, al fine di evitare che, per ragioni diverse, vengano vanificate le azioni di tutela svolte dai Consorzi a favore dei rispettivi sistemi produttivi e dei consumatori”.

Resta il problema, insomma, di come comunicare al consumatore le specificità del Prosecco di pianura rispetto a quello di collina e rispetto alle 43 Rive e rispetto al Cartizze…il rischio di mandare a carte quarantotto un sistema produttivo al momento vincente è insomma ancora alto

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